SoletoOnLine
Spazio Pubblicitario Disponibile.
SPORT
METEO
OROSCOPO
CHAT
MESSAGGERIA
MERCATINO
Origini e Storia
Monumenti
Grecìa Salentina
Usi e Ricordi
Tradizioni Musicali
Racconti e Poesie
Dialetto
Ricettario
Iniziative ed Eventi
Pub e Pizzerie
Bar e Caffetterie
Locali Fuori Porta
Estetica e Fitness
Notizie e Numeri Utili
Amministrazione Comunale
Personaggi Illustri
Scuole
Attività Commerciali
Cooperative
Associazioni
Professionisti
Artigiani e Artisti
Grecìa Salentina
Natura
Storia
Musica
Iniziative - Eventi
Calimera
Castrignano
Corigliano
Martano
Martignano
Melpignano
Soleto
Sternatia
Zollino
La Musica

Le leggende, le usanze, le tradizioni, i canti popolari, in genere i dati folklorici d'un popolo costituiscono la propria identità e, assieme alla sua lingua, confermano la continuazione della sua vita storica.
I canti della popolazione grika della penisola salentina sono viva testimonianza di un'antica lingua e soprattutto di una cultura rurale quasi estinta. Il canto e la musica accompagnavano infatti, non solo il ciclo della vita di ogni singolo uomo (nascitamorte), ma anche il ciclo di vita produttivo e festivo dell'intera comunità (l'anno solare da gennaio a dicembre).
"Travùdia paléa" quindi, cioè "canti antichi": è infatti quasi impossibile stabilire l'epoca di questi componimenti in quanto tutto il patrimonio letterario popolare in griko salentino si è tramandato a tutt'oggi esclusivamente per tradizione orale. Questo patrimonio ha conosciuto tutta l'usura del tempo e della trasmissione orale la quale, di generazione in generazione, ha impresso i segni dell'evoluzione registrati nel corso dei secoli.
Non ci rimane allora che incominciare questo percorso nella musica grecanica con l'ascolto di un canto griko bambino, cioè con la ninnananna.
Quasi infinite le varianti dei versi di ninnananne che sono state raccolte dagli studiosi locali; questi canti, avendo la funzione di trastullare e addormentare i piccoli, esprimono un sentimento umano assai diffuso e, poichè il ritmo è un loro elemento essenziale, finiscono col diventare materia di poesia popolare.

Na na na
ce o pedì-mmu mu pedà
ce pai panu panu
ma a puddhhìa ta petannà
Na na na
il mio bimbo vola
e va su su
con gli uccelli volanti

La "Strina" è invece il canto griko che accompagna la nascita del nuovo anno, momento in cui l'uomo sociale ritorna bambino per ricominciare, insieme al seminato dei campi, un nuovo ciclo di vita.
La "Strina" infatti, uno dei canti religiosi - pagani e di questua più complessi e completi che si conosca nel Salento e nella Grecfa Salentina, è particolarmente importante nell'ambito delle tradizioni popolari legate alle festività natalizie. Intere compagnie di musici con tamburelli, organetti, sonagliere, "colasciuni" (un antico strumento locale a corde ormai scomparso) e cupa cupa, si spostavano durante le feste di Natale e Capodanno, fino alla Befana, da un casolare all'altro, di masseria in masseria, a portare la notizia della nascita di Cristo ed anche per avere qualche provvista in cambio: uova, formaggio, ecc.

Arte pu stàsamo ettù sti massèria
evloùme ti porta ce to limbitàri
ti màna me ola ta pedìa
ce o ciùri ca ene o generàli
Ora che siamo arrivati in questa masseria
abbiamo benedetto la porta e la soglia
la mamma con tutti i figli
e il padre che è il signore assoluto

Dalla famiglia si passa poi alla benedizione degli attrezzi di lavoro, delle piante e degli animali affinché il nuovo anno porti abbondanti raccolti quindi ricchezza e fortuna a tutti. Questi motivi (i buoni auspici e i doni finali), fanno pensare alle "Strine come ad antichissimi canti pagani di propiziazione ai quali si è poi successivamente sovrapposto, con l'avvento del Cristianesimo, il racconto della nascita di Cristo. Perfettamente innestato, anche il racconto religioso suggerisce immagini di rara ed arcaica bellezza e di equilibrio poetico nella descrizione dell'evento: alla notizia della nascita, animali e cose pensano e parlano per conto loro, agiscono autonomamente, creando, insieme alle persone, un movimento totale che non è confusione, in un clima di allegria e di svago.
Fanno parte del patrimonio popolare comune a tutta la Grecia Salentina i componimenti che hanno come tema l'amore nelle sue varie manifestazioni. Un tentativo di datazione si potrebbe operare per le canzoni in forma di serenata. Lo stile di queste richiama una stessa mano per quanto è consentito all'ascolto delle tante varianti connesse alla tradizione orale. Un elemento chiave è il "colascione". Questo antico e sgraziato strumento a corde dal manico spropositatamente lungo, ha avuto la sua effimera fortuna nel XVII sec.: compare all'inizio e scompare alla fine del secolo stesso. Alcuni canti di serenata tra i più paradigmatici, citano questo strumento e ciò permette di collocarli nel seicento.
Questi componimenti sono inoltre costituiti solitamente da una o più ottave, con versi a rima alternata e versi a rima baciata. Generalmente i primi quattro versi costituiscono un periodo in cui si propone l'argomento, il quinto e il sesto esprimono una considerazione o un giudizio, gli ultimi due concludono. E' la struttura dell'ottava dei poemi cavallereschi del Rinascimento. Ma, poiché il componimento non ha carattere discorsivo o espositivo e si propone piuttosto di dichiarare i sentimenti di chi lo recita o canta, è quindi molto conciso e intimamente teso. Il metro usato è in genere il verso endecasillabo; l'uniformità metrica consente laccompagnamento musicale e il canto a gola spiegata, senza esser costretti a cambiare spesso frase metodica. Infatti il repertorio di motivi musicali della Grecia non è molto vario e una buona parte di questi motivi svolge una frase musicale articolata su due versi endecasillabi. Ne risulta che le diverse melodie sono adattabili a gran parte dei canti. Le circostanze in cui il canto viene eseguito e lo stato d'animo del cantore o del destinatario del canto suggeriscono la scelta dell'una o dell'altra melodia. Abbiamo perciò motivi e temi tipici della mattinata o serenata, motivi lenti e strascicati propri dei carrettieri, motivi più vivaci con due cantori che alternano il loro canto quasi a botta e risposta. Questi ultimi erano eseguiti di solito durante il lavoro in campagna da cantori trovatisi in due diversi poderi ed hanno lo scopo di interrompere la monotonia del lavoro e di rinfraricare gli spiriti.
Bellissimo esempio di serenata è il canto 'Aspro è tto chartì", conosciuto in molti dei paesi griki:

Aspro è tto chartì, aspro è tto choni
aspro è tto chalàzzi, aspri ine i krini
aspro o sfondilos-su ce i vrachiòni
c'echi is' o' petto dio mila azze asìmi

Ce se pingèzzane dio fini mastòri
ce se kàmane ti naja Katerini
se pingèzzane ce se kàmane oria
c'èmine olo to còsmo ja memòria

Bianca è la carta, bianca è la neve
bianca la grandine, bianchi i gigli
bianco il tuo collo e bianche le tue braccia
e in mezzo al petto tuo due mele d'argento

E ti hanno dipinta due bravi maestri
e ti hanno fatta come santa Caterina
ti hanno dipinta e ti hanno fatta bella
e rimanesti a tutto il mondo per memoria

Tutto il materiale per la realizzazione di questa sezione è stato tratto da
"Puglia Rurale - Il territorio della Grecìa Salentina"
by Regione Puglia - Assessorato Agricoltura Foreste Caccia e Pesca - Ufficio di Sviluppo Agricolo
e dagli opuscoli realizzati dal Consorzio dei Comuni della Grecìa Salentina.

Scopri come inserire gratuitamente la tua pubblicità su SoletoOnLine Scopri come inserire gratuitamente la tua pubblicità su SoletoOnLine Scopri come inserire gratuitamente la tua pubblicità su SoletoOnLine

Aggiungici tra i preferiti | Soletoonline la tua HomePage | La tua pubblicità su SoletoOnLine | Bibliografia | Contattaci

Copyright © 2001 SoletoOnLine.it - Tutti i diritti riservati
Realizzato da