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MARTANO

Un pò di storia

Stemma di Martano

La città "che è un po' la capitale della Grecia" (Parlangeli) fu probabilmente abitata fin dall'età protostorica.
A tal epoca potrebbero risalire la "Specchia dei Mori" (Segla tu Demonìu) situata a ridosso della strada provinciale Martano -Caprarica, 500 m circa dopo il cimitero, sul ciglio di faglia della Serra di Martignano.
D'età preistorica, secondo l'opinione prevalente degli studiosi, il Menhir di "Santu Totaru" o del Teofilo, all'interno dell'abitato.
È ritenuto elemento d'antichi rituali religiosi che ebbero luogo presso le genti Japigie all'inizio dell'Età del Ferro (IX - VII secolo a. C.).
Nel Medio Evo fu abitata da coloni trasferitisi dalle terre orientali dell'Impero e fu tanto fortemente grecizzata che il rito greco vi si mantenne fino al Seicento, mentre resiste ancora sulla bocca della popolazione locale il dialetto Griko ed è ancora possibile recuperare elementi del ricco patrimonio delle tradizioni e del folklore.
Da Martano provengono tre Codici greci dei secoli XIII - XIV acquisiti dalla Biblioteca Ambrosiana.

Volta di uno dei tanti palazzi nobiliari che impreziosiscono il paese
Fortificata dopo la riconquista aragonese di Otranto, Martano conserva nel nucleo abitato (specie lungo le vie Catumerea e Zaca) che fu compreso nel circuito murario, di cui sopravanzano due torri a pianta circolare, molti esemplari episodi di cultura architettonica espressi, oltre che dalle tipiche case a corte, da case palazzate e da veri e propri palazzetti, edifici databili ai secoli XVI - XVIII, alcuni dei quali contrassegnati da iscrizioni umanistiche o da riferimenti araldici (Palazzi Moschettini, Micali, Stampacchia, Pino).
Attestata nel cuore dell'abitato è la cinquecentesca Chiesa Matrice.
Al Seicento risalgono la chiesa di San Domenico con l'ex convento di predicatori, la cappella dell'Immacolata ed il Palazzo Feudale. La prima ha un prospetto sobriamente decorato e l'interno spartito a tre navate e ornato di altari settecenteschi. L'ex convento, trasformato sin dal secolo scorso in Palazzo Municipale - vi fu impiantato (1883) un osservatorio meteorologico -prospetta sulla piazza intitolata al naturalista Salvatore Trinchese, il cui bronzeo monumento è lavoro di Antonio Bortone.
La cappella dell'Immacolata, il cui prospetto fu nel secolo scorsoprovveduto del timpano triangolare, conserva un sontuoso altare barocco, mentre il Palazzo Feudale, costruito da Francesco Manuli da Corigliano, ha una facciata il cui contrappunto ornamentale è sobriamente affidato al risalto del portale e dell'allineamento delle finestre.
Fuori dell'abitato, lungo la via per Borgagne, sorge il seicentesco convento di Santa Maria della Consolazione, affidato ai monaci cistercensi.

Risorse Ambientali

Particolare della facciata di uno dei palazzi nobiliari del paese

Territorio

Molto suggestivo e vario con olivi e pascoli; la terra rossa con roccia affiorante e la collina calcarea del Foderà rendono il paesaggio in parte aspro e selvaggio, in parte solare ed accogliente. L'abbondanza di pietra e le vicende storiche della proprietà fondiana hanno reso il paesaggio rurale molto ricco di manufatti in pietra a secco, alcuni di bellissima fattura; antiche vie scavate dai carri, casali scomparsi, siepi di antiche essenze completano le suggestioni di questo territorio.

Cave di pietra leccese

Parte del sottosuolo di Martano è ricco di giacimenti della pregiata 'pietra leccese', in particolare l'antica cava arimata ha dato il materiale per la splendida costruzione della guglia Orsini Del Balzo a Soleto.

Tutto il materiale per la realizzazione di questa sezione è stato tratto da
"Puglia Rurale - Il territorio della Grecìa Salentina"
by Regione Puglia - Assessorato Agricoltura Foreste Caccia e Pesca - Ufficio di Sviluppo Agricolo
e dagli opuscoli realizzati dal Consorzio dei Comuni della Grecìa Salentina.

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